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La Seconda Guerra Mondiale: le grandi battaglie, gli eserciti e i protagonisti

Le Cause della seconda guerra mondiale. Negli anni '30 l'Europa era attraversata da forti tensioni politiche, tra la fine del ’37 ed i primi mesi del ’38, Hitler, divenuto nel frattempo Cancelliere del Reich, espulse dal governo e dalle gerarchie militari tutti coloro che mostrarono esitazioni nei confronti dei suoi programmi, circondandosi solo dei collaboratori che condividevano la sua determinazione militaristica.

Hitler dichiarò che i problemi tedeschi potevano essere risolti solo con la guerra, con la sconfitta della Francia e della Gran Bretagna entro il ‘43 - ‘45, non prima di aver completato la costruzione dello "spazio vitale" tedesco.

Il primo primo risultato della svolta fu l’Anschluss. Il contesto diplomatico e politico era più che favorevole al programma tedesco (la politica dell’appeasement dei britannici, l’incapacità politica-militare francese di reagire alle iniziative tedesche e la posizione di stallo in cui versava l’Italia). Hitler con una serie di  mosse diplomatiche (inviò a Vienna  come ambasciatore tedesco il suo predecessore von Papen) ed attraverso un incontro con il cancelliere austriaco von Schuschnigg, ottenne che il governo di Vienna fosse modificato con la nomina di un nazista, Seyss-Inquatr, a ministro degli Interni e della Sicurezza.

I nazisti divennero padroni dell’Austria. L’11 marzo 1938 fu inviato un ultimatum al cancelliere austriaco perché cedesse il potere a Inquart. Il rifiuto del presidente della repubblica, Miklas, di piegarsi all’imposizione venne seguito dalla proclamazione di un governo provvisorio diretto dallo stesso Seyss-Inquart. La prima decisione di tale governo fu quella di chiedere l’intervento di truppe tedesche che attraversarono il confine austriaco quello stesso giorno.

L’Austria cessava così di essere uno stato indipendente; segnando un profondo cambiamento nella politica delle potenze. Essa spezzava la principale ragione della solidarietà italo-francese (Accordi Mussolini-Laval) e avvicinava l’accordo tra Italia e Germania; esprimeva l’indifferenza britannica dell’Europa centrale; apriva una controversia italo-tedesca sullo status delle popolazioni tedesche nell’Alto Adige/Sud Tirolo. Si trattava, in conclusione, del primo passo verso la seconda guerra mondiale

Nonostante ciò a Londra si continuava a puntare sulla politica dell’appeasement come leva per disinnescare i pericoli impliciti nell’azione di Hitler.

Agli inizi del 1939 il Fuhrer inviò un ultimatum provocatorio alla Cecoslovacchia prendendo a pretesto la questione dei Sudeti. Il 14-15 marzo le truppe tedesche invasero il paese senza incontrare alcuna resistenza.

Parallelamente il governo nazista inviò alla Polonia un ultimatum segreto per la questione di Danzica, città etnicamente tedesca ma posta sotto controllo polacco dopo il primo conflitto mondiale, il cosiddetto corridoio di Danzica, fortemente voluto dal presidente americano Wilson al'indomani della prima guerra mondiale.

Il 7 aprile, l’Italia, senza avvisare gli alleati nazisti, invase l’Albana con lo scopo di costituire una testa di ponte per l’espansione nei Balcani. Nel frattempo gli inglesi e i francesi erano impegnati a intervenire nel caso in cui la Polonia fosse stata attaccata, ma esclusero l’Urss dalle trattative e neppure dopo l’attacco italiano all’Albania, nonostante la mediazione francese, il governo britannico volle prendere in considerazione un accordo con i sovietici.

esercito tedesco supera confine della poloniaIl 1 settembre del 1939 la Wehrmacht, l'esercito tedesco, invase la Polonia, tale data viene indicata dagli storici per segnare l'inizio della seconda guerra mondiale.

Sulla base del trattato tedesco-sovietico, stipulato tra i ministri degli esteriRibbentrop e Molotov l’Armata rossa interveniene invece sul fronte orientale, il 3 settembre Francia e Gran Bretagna dichiarano guerra alla Germina, e nel giro di 3 settimane la Polonia era nelle mani dei tedeschi e dei sovietici.

 

Seconda guerra mondiale: una guerra brutale

Nella seconda guerra mondiale persero la vita oltre 71 milioni di persone, di cui circa 30 milioni nella sola Europa.

Il paese che soffri maggiori perdite in assoluto fu l’Unione Sovietica, con circa 23 milioni di morti, di cui 10.400.000 soldati e 12 milioni di civili (il 10 per cento della popolazione delle zone europea e asiatica); la Polonia perse oltre 5,6 milioni di abitanti (cioè il 22 per cento della popolazione, comparativamente il rapporto più alto del mondo); la Germania ebbe circa 7,6 milioni di morti; la Jugoslavia 1.100.000; la Francia 560.000; il Commonwealth britannico 544.596; l’Italia 300.000 fra morti e feriti; il Giappone circa 1.800.000 morti; gli Stati Uniti 405.000 morti (tutti militari) e 8 mila vittime civili.

La Cina fu quella che accanto all’URSS contò, a partire dall’inizio del conflitto con il Giappone nel 1931, il più alto numero di caduti: oltre 15 milioni di vittime civili a fronte di "solo" 4 milioni di vittime militari.

L'Italia in totale contò 313 mila vittime militari e 130 mila vittime civili.

 

La seconda guerra mondiale e le popolazioni civili

La Seconda guerra mondiale, coinvolse largamente le popolazioni civili, sia con i bombardamenti, sia con lo spostamento dei fronti, sia nei campi di internamento, sia infine nelle lotte di resistenza, comportando perdite senza precedenti fra i civili.

I bombardamenti "terroristici", prima messi in atto su scala massiccia e senza discriminazioni dai tedeschi, poi in misura ancora più vasta anche dagli anglo-americani, culminati nel lancio delle bombe atomiche sul Giappone ad opera degli statunitensi, provocarono lo sterminio di innumerevoli persone senza distinzione di sesso e di età. I bombardamenti durante la seconda guerra mondiale subiti dalla sola Dresda nel 1945 portarono alla morte di circa 200.000 persone.

I campi di sterminio nazisti, diretti al genocidio del popolo ebraico e di milioni di prigionieri di altre razze e di varia nazionalità (soprattutto russi e polacchi) costituirono l’altro banco di prova e causa di sofferenze illimitate per i civili.

 

Non si può mettere in dubbio il fatto che la crisi mondiale e le sofferenze e le privazioni che ne risultano ai popoli siano in qualche modo responsabili dello sconvolgimento gravido di pericoli di cui siamo testimoni. In periodi come questo lo scontento genera odio, e l'odio spinge ad azioni di violenza e di rivolta, e spesso anche alla guerra. (...) Ancora una volta gli uomini di Stato portano il peso di tremende responsabilità (...). Possano esse riuscire, attraverso un accordo tempestivo, a creare in Europa una politica unitaria sancita da chiari impegni internazionali, cosicché a tutte le nazioni un'avventura bellica appaia un'avventura disperata. (...) Non si tratta solo del problema tecnico di assicurare e conservare la pace, ma anche dell'importante compito di educare e illuminare le menti.

Albert Einstein

Ora che ho visto cos'è la guerra, cos'è la guerra civile, so che tutti, se un giorno finisse, dovrebbero chiedersi: "E dei caduti che facciamo? Perché sono morti?" Io non saprei cosa rispondere. Non adesso almeno. Né mi pare che gli altri lo sappiano. Forse lo sanno unicamente i morti, e soltanto per loro la guerra è finita davvero. 

Cesare Pavese

 

1943. Secolo orrendo; che abiti spaventosi porteranno gli uomini; esalteranno la guerra e porteranno in guerra uniformi color sporcizia; noi la guerra non l'abbiamo esaltata mai, era un mestiere come un altro, dove ogni tanto ti truffavano della paga, e nel far questo mestiere indossavamo uniformi variopinte, come può indossare abiti variopinti un medico o un borghese... o una prostituta; loro invece indosseranno uniformi orrende e esalteranno la guerra e la combatteranno per le loro varie patrie: secolo orrendo; 1943...

Heinrich Boll